Economia

Le misure annunciate dal Governo serbo, per porre rimedio ai ritardi nella costruzione del Corridoio 10, non hanno ancora fatto luce sulle responsabilità delle omissioni amministrative. Neanche dopo la fondazione della nuova società Koridori Srbije è noto su quale sarà il destino dei funzionari responsabili e delle persone che dovevano dimettersi. Sono molti però gli elementi che fanno capire il motivo per cui i lavori sul corridoio 10 sono sempre più in ritardo, facendo di esso, ogni giorno di più, una strada impolverata, piuttosto che quella che tutti si aspettavano come la parte della rete europea, che dovrà portare prosperità e sviluppo economico in Serbia.
Economia

Si è tenuta ieri in Montenengro la conferenza regionale per lo sviluppo delle infrastrutture nell'area dei Balcani e del Sud Est Europeo, a cura del Ministero dei Trasporti, degli Affari marittimi e delle Telecomunicazioni e della Facoltà di Management nel settore dei Trasporti e delle comunicazioni di Berane. Obiettivo della conferenza, oltre quello di analizzare la situazione attuale e indicare un possibile sviluppo della rete dei trasporti, la valutazione della fattibilità del corridoio Bucarest-Belgrado-Bar-Bari e del suo contributo allo sviluppo globale e integrazione nelle reti di trasporto europee. Alla conferenza hanno partecipato i rappresentanti dei Ministeri dei Trasporti dei Paesi interessati dalla sua realizzazione, quali Romania, Albania, Italia, Montenegro e Serbia, nonchè esperti del settore e membri delle istituzioni finanziarie internazionali e scientifiche.
Economia

La delegazione delle istituzioni finanziarie internazionali si è recata tra il 27 aprile e 9 maggio a Bucarest per la quarta valutazione del programma economico concordato per la sottoscrizione di un prestito con il FMI. A seguito dei negoziati, i partner esteri rumeni si sono impegnati ad attuare misure drastiche per tagliare le spese e ridurre significativamente gli stipendi del settore pubblico e le pensioni, non chè a limitare i programmi di aiuto sociale con un taglio massiccio delle sovvenzioni statali. La Romania ha attualmente un programma di prestiti esteri che raggiunge un importo di 20 miliardi, sottoscritto con FMI, Unione europea, Banca Mondiale e BERS, condizionato da una serie di obiettivi economici, rivolto principalmente a ridurre il disavanzo di bilancio.
Economia

L’Ambasciatore ungherese a Bucarest, Fuzes Oszkar, ha dichiarato alla fine della settimana scorsa che l'Ungheria è ancora contraria al progetto minerario di Rosia Montana, in quanto non ha fiducia nella tecnologia utilizzata. D'altra parte, i rappresentanti della società di Rosia Montana Gold Corporation, hanno già iniziato la campagna di promozione del progetto, anche attraverso la stampa, mostrandone i benefici finanziari.
Italia-Romania

Agentia Balcani intervista Michele Altamura, direttore dell'Osservatorio Italiano, progetto nato nel 2001 dalla Etleboro, organizzazione non governativa della Republika Srpska. Grazie all'Osservatorio Italiano è stato possibile creare l'Agentia Balcani, primo media in lingua romena per i sette paesi dei Balcani Occidentali. "Abbiamo un solo grande obiettivo, la creazione della Tela Italiana. Dovrà essere un'entità pensante, intelligente, che riesca ad informare, agire, a tenere lontana la disinformazione, il boicottaggio delle imprese italiane", afferma Altamura.
Italia-Romania

In un'intervista per il giornale romeno “Adevarul”, l'Ambasciatore italiano in Romania, Mario Cospito, spiega che oggi non esiste nessun problema di immagine per i romeni in Italia, mentre la cooperazione tra i due Paesi è sempre molto forte. In Romania sono presenti tra i 25.000 e 30.000 imprenditori italiani. "L'Italia è stata il primo partner commerciale della Romania fino a due anni fa. La Germania poi ci ha superato in termini di esportazioni", osserva.
Economia

E’ stato firmato lunedì, a Bucarest, un accordo di trasmissione del gas tra l’Azerbaigian, la Georgia e la Romania Interconnection Project (AGRI), che offre un'alternativa a Nabucco e South Stream. Il documento è stato firmato dal Ministro rumeno dell'Economia, del Commercio e dell’Ambiente, Adriean Videanu, dal ministro dell'Industria e dell'Energia dell'Azerbaigian, Natig Aliyev, e dal ministro dell'Energia della Georgia, Alessandro Khetaguri, e richiede lo sviluppo di terminali di gas naturale liquefatto. Il gas prodotto dall'Azerbaigian transiterà attraverso la Georgia e la Romania, per poi raggiungere i consumatori dell'UE.
Intelligence

Sembra che sia rientrato l'allarme sull'esistenza di disaccordi all'interno del consorzio del South Stream tra Gazprom e ENI, come riportato in un'agenzia di Interfax. La notizia è stata subito smentita, rilanciando così la ripresa dei lavori di progettazione del gasdotto e così anche dell'inarrestabile cooperazione italo-russa, che ha portato ad un accordo sul progetto del giacimento petrolifero Elephant in Libia. Intanto, si fa strada l'ipotesi di una cooperazione trilaterale all'interno del South Stream, aprendo la strada alla EDF, dopo un periodo di stallo in cui il ruolo dei francesi non era molto chiaro. Inoltre, stando ad alcune informazioni citate dall'Osservatorio Italiano, la Gazprom sta seriamente valutando la reale fattibilità di tracciare un percorso alternativo per il gasdotto.
Economia

Dopo 3 anni dall'adesione all'UE della Romania, i Paesi membri chiedono ancora permessi di lavoro, misure analoghe che sono applicate da altri 4 paesi europei extra-UE, con un ulteriori restrizioni all'immissione sul mercato del lavoro per i cittadini rumeni. I 9 stati membri che ancora richiedono permessi di lavoro dei lavoratori rumeni sono: Austria, Belgio, Francia, Germania, Irlanda, Lussemburgo, Malta, Regno Unito e Paesi Bassi. Si stima che vi sono quasi 2 milioni di romeni che lavorano all'estero, compresi quelli che lavorano con documenti legali in Italia, rispettivamente, 968.000 persone, secondo l'ultimo rapporto del Istituto Italiano ISMU e quasi 770.000 che vivono legalmente in Spagna, secondo i dati recenti pubblicati dal Ministero del Lavoro di Madrid.
Intelligence

La Polonia potrebbe diventare uno dei fornitori di gas più importanti d'Europa, dopo la scoperta di grandi riserve di gas non convenzionale, che saranno estratte dalla società americana ConocoPhillips. Se i dati preliminari saranno confermati, il totale delle riserve di gas dell'Unione europea aumenterà del 47%. Così Gazprom perderà il suo monopolio sul mercato europeo e gli stessi progetti del Nabucco e South Stream saranno compromessi. A rivelarlo sono i media polacchi, che lanciano così una vera e propria "notizia bomba" destinata a colpire investitori e società energetiche, e perchè no speculatori e mercati azionari.